Nonmipiaceilcirco! Presentano il quarto album Revolvingdoors si era già occupata dei Nonmipiaceilcirco!, segnalandoli nella sezione “Riflettori su…” come uno dei progetti più originali ed indipendenti della scena alternativa italiana. Tra le altre cose, la line up del gruppo era costituita esclusivamente da batteria, pianoforte e voce. A meno di un anno di distanza, le cose sembrano però notevolmente cambiate. Testimone di questa evoluzione è Just a bunch of unresolved cases, il nuovo lp della band, uscito il 3 gennaio per Movimento Flaneur. Ne abbiamo parlato con Matteo Preabianca, dues ex machina della band. Archivio
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Grant Lee Buffalo: la dodici corde che sfidò il grunge Artista atipico e geniale, nel mezzo degli anni ‘90, Grant-Lee Phillips guida i suoi Grant Lee BuffaloFuzzy con il suono di una 12 corde capace di picchiare con innocenza. I tre musicisti danno l’impressione di essere affetti da un disturbo bipolare: dimessi e malinconici in studio, ebbri di energia dal vivo. Capaci di demolire l’immagine di sé utilizzando brutali sonorità in overdrive e smantellando le rarefatte atmosfere composte in studio. Il genere proposto, ancora oggi compianto, si sviluppa tra gli echi country-rock dei REM, il caos di Neil Young e certo sunshine pop à la Beach Boys. Archivio
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red
2/24 18:49
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Radio Entropia è una web radio nata in provincia di Napoli, e si può ascoltare all’indirizzo www.radioentropia.itGrandissimo successo riscuote, il giovedì sera, il programma “Ascolta un Cretino”, condotto dallo scrittore underground Domenico Cosentino ( www.domenicocosentino.it), in onda dalle 22.00 alle 23.00. La trasmissione dà spazio all’underground letterario e musicale, e da questo giovedì ci sarà anche una mini-rubrica dedicata alla musica indipendente italiana, durante la quale verrà contattata telefonicamente la scrittrice Carlotta Faresin (che i lettori di Revolving Doors conoscono come Carla Powell), la quale ogni settimana presenterà un artista italiano meritevole di visibilità. Contattare direttamente Carlotta all’indirizzo carlotta.metarie@gmail.com se volete segnalarle la vostra band!
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I Bud Spencer Blues Explosion a Roma Serata all’insegna del rock blues, più ruvido e trascinante quella che si è svolta all’Auditorium di Roma il 23 gennaio. A riscaldare i cuori e l’atmosfera il folgorante duo dei Bud Spencer Blues Explosion: Adriano Viterbini alla chitarra e Alessandro Petulicchio alla batteria hanno dettato le loro regole travolgendo il pubblico con una valanga di chitarre distorte, supportate dalla puntuale ritmica di tamburi picchiati senza ritegno. Blues infestato di rock, di grunge, partito dall’America e poi corrotto in Inghilterra. Insomma, niente di nuovo, ma sentirlo riproporre con tecnica e passione, da un semplice duo, che sembrano almeno quattro, non è cosa da poco. Anzi, ne vale proprio la pena. Archivio |
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Profondo Rosso Vidi per la prima volta Profondo Rosso in un cinema di seconda visione di un popolare quartiere romano. Avevo 10 anni e malgrado il film fosse vietato ai minori di 14 anni, mi fecero entrare ugualmente e certo non perché simpatico o conoscente del gestore, lì facevano entrare tutti. Sicuramente era stata la colonna sonora che spopolava al primo posto della Hit Parade a trascinare me e la mia famiglia al cinema. Quando si fece buio e la luce dal proiettore si riversò sullo schermo, fu un diluvio di emozioni, paura, ribrezzo, fascino, inevitabile in un film in cui c’era di tutto dal giallo al thriller, dalla suspense al sangue, questo si, mai visto prima in tale quantità. Archivio |
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Bologna Violenta: Il Nuovissimo Mondo È un dramma in XXIII atti sulla sorte del mondo e sul declino del genere umano quello che propone Nicola Manzan col suo progetto sperimentale e assolutamente geniale Bologna Violenta. L’artista, nuovo acquisto dei celeberrimi Teatro degli Orrori di Capovilla, manifesta un nuovo album, Il Nuovissimo Mondo, che inizia con l’annuncio in soavi chitarre, dell’inizio di una grande festa collettiva e tradizionale, che si celebra ogni 5 anni, violenta e cannibale, divoratrice e sacrificale. Tutto prima del digiuno. E della catastrofe perpetrata attraverso geniali soluzioni sonore. Archivio
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I Gatti Mezzi
Felini randagi dimezzati, ma musicisti tutti d’un pezzo. I Gatti mezzi propongono uno swing/jazz in dialetto pisano. I testi, ironici (ma anche no) e dotati di una smania narrativa trascinante, raccontano storie, fatti e misfatti della loro Pisa. O meglio, di quella parte della città che l’occhio perbenista tende a rimuovere. L’altra peculiarità dell’ensamble è il fischio: lo strumento a fiato incorporato di Tommaso Novi. Archivio
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